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    September 02

    arrriiiiiiiiiiiivederciiii... Roma.

    Volevo darvi l'arrivederci. Domani parto per un mondo dove questo blog e la mia scrittura non esistono. In compenso esisterà molta gente di cui non me impippa un cavolo fritto, molto studio e tanto alcool. C'è chi scommette che sia meglio.

    Adieu.

    - Ps: La grafomania non è un male curabile, c'è solo la possibilità di renderlo meno che un male, qualcosa di produttivo. Se mai questo avverrà, mi ritroverete sui quarti di copertina. Altrimenti farò in modo di farvi pervenire quanto prima l'indirizzo dei miei nuovi blog, anche se come te, non c'è nessuno.
    September 01

    Cazzuole

    Ho da ridire su qualcosa che non mi va.
    Innanzitutto, i capelli a cazzuola. Nessuno di noi è nato con un mango in testa, non vedo perchè ci sia gente ostinata a volersi trasformare in un orto botanico col beneficio dell'ibridismo. La moda, si sa, è parente della letteratura, almeno fin tanto che Barthes lo profetizza. -  Nessuno ha ben capito che cosa volesse dalla vita Barthes, e come mai avesse sempre maledettamente qualcosa da dire, fatto sta che a una prima lettura delle sue opere ho avuto una reazione molto simile a una chiassosa sindrome di Stendhal incrociata a un gaudente e crogiolante godimento eroto-sentimentale, e ho vagamente arguito che ci fosse una linea rossa ad unire questi due campi, intendo Letteratura e Moda, ma il senso profondo della cosa non ve lo so ancora spiegare, perchè parte della mia concentrazione mentre affondavo nel catalogo Argento- Verde dell'Einaudi, era momentaneamente eclissata su una Centos -.
    Dicevamo comunque della ignobile tendenza all'uniformarsi, e fin qui nient'altro da aggiungere che non sia stato già rimasticato dalla dentatura millenaristica di una generazione dedita al sandalo gesuitico e il pantaloncino corto fino alla pubertà; ergo, i nostri nonni e i padri dei nostri genitori. Oggi giorno, ci si veste tutti uguali, le ragazzacce mettono le magliette che gli se vede l'ombelico, e i ragazzacci hanno il cavallo dei pantaloni rasoalluce. Si, Nonno, hai perfettamente ragione, d'altronde come negarti il merito dell'esperienza.
    - Comincio amaramente a pensare che i benefici di questa si annullino progressivamente e in maniera proporzionale per evitare di sbilanciarci in vecchiezza verso una troppa intelligenza, cosicché dio ci ha fornito della possibilità del ricordo e dell'impensierimento che con questa ci viene, ma nello stesso tempo evita di oliarci giorno dopo giorno le rotelle cerebrali; esperienza e aterosclerosi; ci sarà un motivo per cui la goliardia dell'innocenza è ancora al top delle ten -.
    Non mi interessa la serializzazione su vasta scala delle multinazionali del tessuto, lo sfruttamento delle filiali oltreconfine dei tessitori minorenni, la malconcia banalità delle ripetizioni, l'anticipazione metafisica della morte tramite la virulenta assenza del diverso, la derisione pubblica e l'esclusione dal consorzio sociale di colui che veste di panno di sacco, la superficialità e le frivolezze insite nel quotidiano della generazione del computer.

    A me mi stanno sul culo quelle che si fanno i capelli a cazzuola perchè è figo. La cosa non ha un senso logico, se non appunto rimandando a tutto quello che ho appena proclamato essere al di fuori dei miei interessi.
    Se sei una modesta squadrata bellezza, benedetta dalle miopie altrui più che da una oggettiva piacevolezza dei tuoi lineamenti, conviene adoprarti fino a quel tanto che la cosmetica ti concede - ed è oramai un'arte ben affinata, se potevano fregiarsene le sacerdotesse di  Nehkbet. L'acqua-e- sapone è un miraggio immemore, il residuo di vecchie pellicole di cinema neorealista polacco, o retro post- moderno, molto alla Dogma, o Lars Von Trier nel primo periodo.  Le donne si truccano e sono belle perchè si truccano. Le donne si acconciano e sono belle perchè si acconciano. Nessuna si lascia crescere un cesto di vimini sulla fronte, anche se la naturalità così vorrebbe, e d'altronde richiederebbe anche un'altra serie di elementi che il vivere in civiltà ha provveduto artificialmente ad eliminare per la fortuna di tutti ( da poco è stata annunciata l'inaugurazione del Giorno della Ceretta, istituita la festa nazionale del Rasoio, e ciliegina sulla torta, una festa patronale in onore delle Creme depilatorie).
    Dunque, miei cari, sono fiera d'esser parte di quella porzione di femmineo che ha capito l'importanza dell'artificialità come supporto e controparte essenziale della vezzosità.
    Ma, e qui si ritorna alle sviolate da mos maiorum, a tutto c'è un limite, e il troppo stroppia, detto anche l'eccesso è un privilegio degli eccessivi. Se sei una cellulitica baldracca da cabaret serale, evita di incidere nel mondo e fatti ombrosa creatura delle notti. Rinuncia a spiccare nella magnificienza delle tue lipidinose cosce perchè Mary Quant è esistita. Anche la regina Vittoria è stata, e per la fortuna di alcuni occhi e alcune forme, inventò i mutandoni di lana. Se sei un'ignobile emulo delle copertine di Velvet, senza avere niente della flessuosa mobilità di certune modelle, abbi coscienza che certi centimentri di troppo vanno coperti, e ancora di più, il tuo viso non ha la stessa degna perfezione delle adolescenti dell'Est, per cui Tre centimetri di bistratura sull'occhio non fanno che accentuare il tuo strabismo. Una montatura spessa e una visita dal miglior oculista della zona sarebbero soldi certamente meglio impiegati che non la puntata settimanale da Limoni.
    E il tuo parrucchiere dovrebbe avere coscienza della geometria. Un attestato di partecipazione al miglior corso per coiffeur avrebbe dovuto redarguirlo cerca le ancestrali voglie delle Ventenni Indie; certo è che poco gli importa, per cui non è da attribuire a lui la colpa di certe maldestre sforbiciate, se esse sono richieste da te, solamente in virtù della tua bassa volontà di adeguarti alla radicalità di certe mode. Sei una grassa morettona del sud, impiastricciata di Kajal da 4 soldi, e intabarrata con il peggior completino a righe della collezione H&M dell'anno prima, e non ti rendi conto di essere la caricatura maldestra di un Tipo Imposto. Ti sei fatta circuire la testa da una Cesoia per Erbaccia, e ora hai un caschetto da paggio rinascimentale che ti impacchetta la testa. E sei convinta di essere bella, di essere cool, di essere in linea.
    Questo perchè? Perchè dovrai passare 3 ore ad infiocchettarti di perle di plastica con la tua migliore amica, prima di poter fareil tuo trionfale ingresso sulla passerella del Concerto dei Jennifer Gentle a Milano, un trio di invertebrati menestrelli dell'ultimo lustro, ennesimo tributo alla moda dell'Anti-divo underground, con una parlata sottotono, jeans castragingilli e voce adenoidea da dodicenne fumatrice.

    Io il mondo non lo capisco, Roland Barthes sicuramente sì.



    Apparato Iconografico e Rimandi:

    Capelli a Cazzuola.



    Babbo Barthes.




    Regina Mutanda.



    Mary Quant (o La Liberatrice): Una che si poteva permettere - forse - i capelli a Cazzuola.