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    April 20

    Ho fame.

    - Non è come pensi! Ci sono andata a letto solo per questioni letterarie!
    Uma Dietrich in Accordi e Disaccordi.


    Ah! Pilar del mar, perchè sei così scontenta e invecchiata, dalla tua pancia oramai troppo grande, guardo tendersi la meraviglia dei mondi, e la stanchezza delle mie parole, o forse non guardo, ma immagino solo, mia vecchia Pilar del mar, non c'è molto di più che il mare del più e del meno.

    Sono miope. Sono tremendamente miope. La mia miopia sta fiorendo sull'orlo del miei occhiali additati d'umidità, sulle mie ciglia sbiadite, sopra i bordi sfumati dei volti, dietro l'angolo buio della pagina 210 di Madame Bovary. Dimenticarsi del contorno delle cose, può darsi sia una benedizione non dappoco. Devo ancora capire in che percentuale, ma è un problema di cui presto avrò soluzione. Non vedo un cazzo, ho incredibilmente fame, ho un buco che mi si allarga dalla zona centro-destra del torace fino a quella alto- sinistra, probabilmente in corrispondenza della voragine che quelle 2 o 3cento sigarette che ho fumato in 3 giorni mi hanno procurato.
    Sono riuscita nell'intento di stupirmi ancora con il mio last minute mood. Guardatevi dal prendere decisioni importanti con me, potrei decidere di rimandare il viaggio alle Hawaii programmato da tre mesi per andare a spalare cacca alla masseria dei miei prozii a Gioia del Colle.
    I saggi dicono: I gobbi portano fortuna.
    - Informiamo i gentili signori che la Loro Patente di Saggio è scaduta in data 20 Aprile 2009, da oggi siete ufficialmente rientrati nel rango A: Protozoo Cerebroleso -.
    I Saggi dicono: Un cane è fedele. Una donna mai.
    Quote (?!).

    April 10

    _

    - Non noti un certo dinamismo in questa banana?
    - Sì... è un po' tortile.

    Dialoghi di merenda.
    April 07

    Piccoli pensieri il 7 d'aprile

    - AH. L'aria di Primavera. Giustizia sia fatta dentro le pance della gente, mentre tu da un Imbuto d'Oro, suggi le bellezze ferine di una notte che dura fino allo zenit del giorno dopo. -
    Al timido venne imposta la sacralità del silenzio e al testardo la pervicace vendetta della ripetizione. Ognuno si trascina dietro le proprie misure, le proprie bestie, senza che sia in alcun modo possibile venirne meno, ed è probabile che nemmeno lo si voglia. Mettersi in discussione come il più giusto ed esecrabile dei vezzi, pare che ci sia qualcuno, infatti, che sostenga la necessità della Coerenza.
    - Il cielo le sembrò un po' più viola quel giorno, ma probabilmente era l'effetto degli Occhiali a forma di cuore. -

    Un altro anno è passato stonando i rintocchi delle campane, un altro anno è passato e qui la vita si affolla e la mente si svuota. Si può rimanere affezionati alla propria malinconia?
    Non stiamo a ciancar frottole da poetastro, qui rivanghiamo il sacro diritto dell'inquietudine, lo stimolo primo l'unico il più bello, perchè la penna scriva e la mente si muova. Temiamo in ordine:
    la noia
    la ripetizione
    la quotidianità
    l'appiattimento
    il silenzio
    la mancanza di idee.
    Qui bisogna strepitare, anche se siamo indiscutibilmente contrari al fragore delle macchine. E preferiamo il rumore del mare.
    No, siamo giovani e fieri, dobbiamo arrampicarci e sbucciarci le ginocchia per poter dire di stare salendo, non stiamo mica qui a prender il sole sulle rupi.
    - Dio, aiutami tu, in sogno ho già il ventre a punta.

    April 01

    ttaiga

    Perchè il vino a volte è scala di sogno
    A. Machado.


    Salendo le scalette di gesso, ci immergiamo nella più fonda della leggerezze, prima le estremità sottili, le unghie smaltate, i corpi limite, le ossa lontane. Non c'è nessun'acqua, e sentiamo il brivido freddo della ghiacciaia ronzante in funzione, le scapole tese, la vibrazione piccola del singolo labbro. L'inverno senza nevi del nostro bagno felice, la taiga della vodka. AH! Signori, la lentezza, le braccia tese, le cosce vinte, la pancia arricciata. Stiamo navigando nel fiume profondo dell'ubriachezza, e non ce ne rendiamo conto. Ora sono solo i capelli, poi il polpaccio cauto, solo dopo la clavicola distante, e infine il collo esteso. Ora solo il pizzicorio sognante del dito indice, ci fa capire, e guarda  senza che ce ne sia stato avviso, la dionisiaca bellezza di questa abluzione. Ancora non ci siamo dati all'ingordigia, ancora abbiamo la bocca salva e umida solo d'acquolina, che già sentiamo il tepore intorno, la fragranza folle e godereccia di esserci vestite da Cleopatra Russa.

    Datemi il mondo, che ci danzerò sopra in punta di sangue, Datemi il sonno e io lo sbridellerò a morsi e con occhi di civetta, su tutte le notti del mondo, andrò urlando la mia completa distanza, le mie voglie ineffabili, sussurrando solo per confessare, e insieme ascolterò il pullulare delle mie acide frenesie compiante, sragionando di Orologi e Medietà!

    Datemi questo,
     e ai miei 21 anni, saprò come disegnarmi a matita,
    il Baffo di Dalì, se ancora conserverò un presupposto
    di mobilità, alle dita destre della mano










    VOOOODKA